La belle époque richiama il fascino di una pianta: l'Artemisia Absinthium.

Antico manifesto pubblicitario di fine '800 sull'assenzio
Il distillato di questa pianta è conosciuto ormai da tempo con il nome di Assenzio (Absentium).

La fine dell'Ottocento ha apprezzato il potere inebriante di questo distillato e poeti ed artisti famosi l'hanno descritta con ardente (ed inebriata) passione.

Nell'Osteria Vineria San Giovanni riemerge l'antica ricetta e l'antico mito, in questo liquore, forte dei suoi 72 gradi per riavvolgerci nei suoi aromi raffinati.

Si legge negli antichi consigli:

" Massima delizia si trae da detto liquore bevuto in purezza oppure, per conferire una nota trasparente dal sapore delicatamente aromatico, mescere una parte di Absinthium con due o massimo tre parti di acqua ben fredda.
Per gli amanti del soave, aggiungere alla miscela una zolletta di zucchero."

Assenzio
Il nostro suggerimento è quello di preferire il gustare l'assenzio mescolato a due parti di acqua ben fredda o di imbibere una zolletta di zucchero di assenzio, posizionare il cucchiaino su un bicchierino con acqua fredda, su cui dovrà essere appoggiata la zolletta intrisa ed accenderla: lo zucchero fuso insaporito gocciolerà nell'acqua.

Quanto basta per riportarci per un attimo, con un sapore antico, indietro di cento anni.


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